Pacemaker a rischio cracker


English: This is the first pacemaker to ever b...

English: This is the first pacemaker to ever be implanted. (In 1958) (Photo credit: Wikipedia)

Ha quasi dell’incredibile la notizia che giunge dalla conferenza BreakPoint sulla sicurezza in scena a Melbourne (Australia). Il ricercatore Barnaby Jack di IOActive ha scoperto una falla nel sistema di gestione dei pacemaker, gli apparecchi che vengono impiantati chirurgicamente ai pazienti affetti da disturbi cardiaci, per regolarizzare il ritmo di contrazione del cuore. Un problema che, se non risolto in tutta fretta dalle case produttrici, potrebbe condurre a scenari piuttosto inquietanti.

via Pacemaker a rischio cracker | Webnews.

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Non andiamo più in Rete: ci siamo e basta


Gli americani sostengono di trascorrere meno ore in Rete, ma i dati dicono il contrario. La ragione? Non ci rendiamo più conto di essere online.

Nessuno più “va” online: lo siamo e basta. Questa è la conclusione del report di Forrester sulle abitudini di consumo americane. Una flessione delle ore che gli intervistati, in questo sondaggio annuale, hanno ammesso di trascorrere in Rete è stata interpretata come incoerente rispetti ai dati di traffico e alle altre analisi di mercato. C’è una sola spiegazione: la gente comincia a non accorgersi più della differenza tra online e offline. La differenza è sfumata, l’interpretazione delle due dimensioni si è fatta fluida.Fino a pochi anni fa, si entrava nella Rete con un rito di passaggio. Il modem del computer si connetteva al sistema remoto, il browser, un’applicazione che doveva essere aperta, attendeva le nostre istruzioni di navigazione. I riti hanno una eccezionale capacità di rafforzare le abitudini, di calmare le ansie, di permettere la relazione con ciò che è altro da sé. Probabilmente esiste una sola cosa più forte di un rituale: la perfetta fusione con un elemento esteso di cui non ci si rende più conto.

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OS Kaspersky più sicuro di Windows 8 e Apple OS X


Kaspersky Lab

Kaspersky sta lavorando a un sistema operativo destinato a sistemi industriali critici, capace di resistere alle potenti cyberarmi nate negli ultimi anni, come per esempio Stuxtnet, Duqu o Wiper.

Kaspersky Lab è al lavoro su un nuovo sistema operativo dedicato alle industrie, nel tentativo di arginare la minaccia delle cyberarmi, di cui abbiamo parlato solo pochi giorni fa. La notizia è emersa ieri in forma di voci ufficiose, seguite a ruota da una conferma firmata da Eugene Kaspersky in persona.La prima domanda che viene in mente è: perché? Perché le cyberarmi sono sempre più potenti, pericolose e diffuse. Gli esempi che hanno messo tutti in allerta sono Stuxnet, Duqu, Flame e altri, e ormai pochi dubitano che si possano creare danni ingenti a industrie e infrastrutture, e con le potenzialità per dare vita a scenari apocalittici degni di un film d’azione. A differenza dei film però non ci sono eroi del calibro di Bruce Willis a salvare la situazione, e allora “tocca a KL salvare il mondo, naturalmente!”, scrive il fondatore e massimo dirigente dell’azienda russa.

via OS Kaspersky più sicuro di Windows 8 e Apple OS X – Tom’s Hardware.

The Pirate Bay vola tra le nuvole


The Pirate Bay Makes Itself Raid-Proof by Movi...

The Pirate Bay abbandona definitivamente la sua forma terrena. I server sono diventati virtuali e sarà quasi impossibile interrompere il servizio.

Il nuovo sinonimo del più popolare sito di file sharing del mondo è The Pirate Cloud. Dopo aver eliminato i tracker e i torrent in favore dei link magnetici, The Pirate Bay ha completato l’aggiornamento della sua infrastruttura. Da oggi il sito ha abbandonato anche i server e quindi la sua “forma terrena” per spostarsi sulla nuvola. Tutti i dati sono stati criptati e distribuiti tra migliaia di nodi cloud sparsi in tutto il mondo. Ciò permetterà di ridurre i costi di gestione, migliorare l’uptime e rendere il sito praticamente invulnerabile ai raid della polizia. Per ora.

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La Scozia se ne vuole andare


Tra due anni potremmo dover riscrivere la geografia politica dell’Europa: la Scozia potrebbe ottenere l’indipendenza dal Regno Unito. Il premier David Cameron nei giorni scorsi ha infatti accettato di firmare un accordo col primo ministro scozzese, Alex Salmond, che prevede l’indizione di un referendum ad hoc nell’autunno del 2014.

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