L’articolo del 1962 che prevedeva videotelefoni e acquisti online è originale


TRAPANIIeri avevamo raccontato, con un pizzico di ironia, la diffusione sul web di un articolo tratto dal giornale “Trapani Nuova” del 1962.Si tratta di un articolo incredibile che prevedeva, cinquanta anni fa, l’esplosione dei videotelefoni, gli acquisti online, la lettora dei giornali sul cellulare. Come tanti avevamo pensato a una bufala. E invece bufala non è, e dobbiamo ammettere d’aver sbagliato a pensarlo.Merito del chiarimento va all’utente facebook dal nome Criss Speziale che ha postato sulla pagina del nostro giornale la versione integrale del quotidiano uscito in edicola nel mese di giugno del 1962.
Leggetelo, sfogliatelo e scoprirete che era tutto vero. Un ingegnoso giornalista trapanese, nel 1962, aveva creduto alle previsioni incredibili di tre ingegneri americani e aveva trovato spazio sul giornale per pubblicarle. Complimenti a lui: bisogna credere in ciò che si fa, anche se tutti pensano che siano idee folli.

L’articolo del 1962 che prevedeva videotelefoni e acquisti online è originale| leggete la copia del giornale dell’epoca.

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Israele bombarda la Siria


Nella prima mattinata di domenica, il governo israeliano ha violato per la seconda volta in poche ore ogni principio del diritto internazionale, ordinando alla propria aviazione di condurre un bombardamento contro un sito militare di ricerca nei pressi di Damasco. Le incursioni indicano il tentativo da parte di Tel Aviv, con l’avallo di Washington, di provocare una reazione del regime siriano, così da giustificare un intervento militare esterno per rimuovere Assad, parallelamente accusato senza alcuna prova dai governi occidentali e israeliano di avere utilizzato armi chimiche lo scorso mese di marzo.

Il primo attacco aereo di Israele era stato debitamente riportato venerdì da fonti americane, mentre su quello di domenica è stata la stessa stampa siriana a darne notizia. L’agenzia ufficiale SANA ha scritto infatti che nell’area di al-Hameh, alla periferia della capitale, si sono sentite alcune esplosioni che hanno colpito un centro di ricerca scientifico, provocando un numero imprecisato di vittime. Alcuni “attivisti” dell’opposizione hanno poi affermato che un missile avrebbe colpito due battaglioni della Guardia Repubblicana, di stanza in una località a nord di Damasco.

Nel primo caso, fonti anonime all’interno dell’apparato della sicurezza di Israele avevano sostenuto che il blitz era diretto contro un presunto carico di armi anti-missile conservato all’aeroporto di Damasco e pronto per essere inviato in Libano all’alleato di Assad, la milizia/partito sciita Hezbollah. Secondo i resoconti dei media, l’attacco di venerdì non avrebbe comportato l’ingresso nello spazio aereo siriano da parte degli aerei da guerra israeliani, anche se questi ultimi hanno comunque violato impunemente quello libanese, da dove sarebbero partiti i bombardamenti.

La struttura finita nel mirino dell’operazione israeliana domenica sarebbe invece quella di Jamraya ed era già stata bersaglio dei jet di Tel Aviv lo scorso 30 gennaio, quando un attacco ugualmente non provocato e fuori da ogni regola del diritto internazionale era stato anche in quell’occasione giustificato con la necessità di impedire il trasferimento di armi letali a Hezbollah.

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