Dinter, bitz, and gwop: The wacky linguistics of British slang in 2016


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If you struggle to understand the teenagers and young people around you when they call their schoolfriend a durkboi and try to cadge some peas, you are not alone. The idea that they are communicating in a different language from their parents has been the subject of excited chatter on parenting websites and among some researchers.

A defining characteristic of youth slang is thought to be its faddishness – the fact that terms have a rapid turnover, quickly coming in and out of fashion and then disappearing before parents and teachers have time to decode them. The reality is more complicated: novelty is all-important but for each generation the expressions they encounter will be new to them. So although each age group and almost every local clique do invent their own words, there is a common core of slang that persists for years: such as cool, wicked, solid and sick for good, and chilling for relaxing.

The new language used by the young is not one unified dialect but an intersection of styles, with vocabulary drawn from a number of sources. There is the edgy street language of gangs which has given us shank and jook for stab; and merk to hurt or humiliate. There is alsoboyed for shamed, durkboi and wallad for fool, dozens of terms for drugs and money and the greeting braap! picked up and used by innocent teens who may not have realised that it imitates the sound of an automatic firearm.

Source: Dinter, bitz, and gwop: The wacky linguistics of British slang in 2016 – Quartz

Tuffarsi dal ponte di Mostar


Lo Stari Most (“vecchio ponte”) è un ponte che attraversa la città di Mostar, in Bosnia ed Erzogovina. Il ponte domina il fiume Neretva da un’altezza di 24 metri e collega la parte cristiana a quella musulmana della città. La mattina del 9 novembre 1993 venne distrutto dalle forze secessioniste croate nel conflitto contro le forze governative bosniache. Il ponte, incluso recentemente nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità, è stato ricostruito sotto il patrocinio dell’UNESCO e riaperto il 22 luglio 2004. Il salto nella Neretva è per i giovani del luogo un appuntamento tradizionale, come si racconta nel video di DGA Productions.

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L’effetto Glasgow


Nella seconda città più popolosa del Regno Unito si muore di più che in tutte le altre città britanniche, da decenni. Il tasso di mortalità tra gli abitanti di Glasgow, la città più popolosa della Scozia e la seconda più grande del Regno Unito, è il più alto rispetto alle altre città della Gran Bretagna, racconta l’Economist questa settimana. Anche nei quartieri più ricchi, il tasso è superiore del 15 per cento rispetto ai quartieri ricchi delle altre grandi città britanniche. La situazione è peggiore nelle zone più povere della città: il Centro per la salute della popolazione di Glasgow ha rilevato che tra il 2003 e il 2007, tra la popolazione giovanile e adulta esclusi gli anziani, ci sono stati 4.500 morti a causa delle gravi condizioni di salute, dovute soprattutto alla povertà. La mortalità di Glasgow è il più alto nelle fasce di età tra i 15 e i 44 anni, tra i 45 e i 64 anni e oltre i 65 anni.Si tratta di un fenomeno ormai acquisito e riconosciuto. I cittadini britannici sanno che a Glasgow si muore di più e si muore prima. E la colpa sarebbe proprio della città e dei suoi abitanti: il tasso culturale basso, la carenza di vitamina D nella popolazione, le questioni genetiche, la disuguaglianza sociale, la storia. Neanche i politici sono riusciti a migliorare la situazione. La differenza del tasso di mortalità tra Glasgow e le altre città britanniche è aumentata nel periodo tra il 1950 e il 1980, principalmente per il gran numero di morti causati dal cancro e dalle malattie cardiache. Poi, dal 1980 le cause sono state altre. Sono aumentati: il numero dei suicidi, le violenze, l’abuso di droghe e alcool, gli incidenti stradali.Questo divario con le altre città è stato spiegato soprattutto con il tema della povertà della città: le persone più povere conducono una vita meno sana. Mettendo insieme i criteri dell’età, della povertà e di genere, Glasgow aveva più del doppio dei decessi delle città di Liverpool e Manchester. Alcune teorie sostengono che molto dipende anche dai modelli di comportamento e abitudini, come per l’uso di alcool trasmessi di generazione in generazione, altre hanno spiegato che la città sta soffrendo gli effetti della deindustrializzazione, che ha causato disoccupazione e povertà.L’agenzia governativa, che ha il compito di migliorare lo stato della salute pubblica, cita la diseguaglianza sociale e di reddito tra i cittadini. Le differenze si sono ingrandite soprattutto dopo l’elezione nel 1979 dell’ex primo ministro Margaret Thatcher. Le riforme di quegli anni hanno portato cambiamenti nei sistemi industriali di Glasgow e degli altri grandi centri del Regno Unito. Secondo il Centro per la salute della popolazione, il tasso di mortalità, chiamato “l’effetto Glasgow”, è determinato quindi da una serie di fattori. E per abbassarlo, devono essere risolte tutte le cause ipotizzate dalle varie teorie e il governo dovrebbe fare una serie di riforme, che riguardino la famiglia, i giovani, l’occupazione e i redditi della popolazione.

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I cellulari sull’aereo, parliamone


Ogni giorno decine di milioni di persone spengono il loro telefono cellulare dopo essersi imbarcate sull’aereo. Lo fanno perché glielo chiedono le compagnie aeree, gli equipaggi e i messaggi registrati che sciorinano l’elenco infinito delle norme di sicurezza prima del decollo: e lo fanno spesso senza comprenderne bene il motivo, guardando con riprovazione e timore – ci farà precipitare? – chi se ne infischia e continua a inviare messaggi, usare giochini o chiacchierare con l’auricolare. Negli ultimi giorni il New York Times e l’Atlantic hanno risollevato il problema dell’uso dei cellulari a bordo degli aerei prendendo spunto dalla trafficata settimana del giorno del Ringraziamento, quando milioni di cittadini statunitensi si spostano per raggiungere i parenti e festeggiare insieme, col tacchino anche.

via I cellulari sull’aereo, parliamone | Il Post.

Gli hotel più tecnologici del mondo


Anche i geek più sfegatati hanno bisogno di concedersi una meritata vacanza dopo un duro anno di lavoro. Ma come fare a trovare un’atmosfera rilassante ma che al tempo stesso sia in linea con le proprie passioni?
Fortunatamente, lo staff di Tom’s Hardware ha selezionato i dodici migliori hotel dove un appassionato di tecnologia non farà fatica ad ambientarsi. Si passa da quelli per gli amanti dei videogiochi a quelli per chi ha la coscienza ecologica, dagli hotel per gli aspiranti registi digitali alle location usate durante le riprese di Star Wars.
Scommettiamo che non farete fatica a trovarne uno che vi farà letteralmente perdere la testa…

Gli hotel più tecnologici del mondo – Tom’s Hardware.

Ristrutturazione in chiave ‘green’ per la Tour Eiffel, al via i lavori nel 2012


Eiffel Tower GigaPixelized!!  (Paris) (Zoom In...

Efficienza e risparmio energetico, utilizzo di fonti alternative, ottimizzazione delle acque e raccolta di quelle piovane, minimo impatto ambientale. La Tour Eiffel, costruita in occasione dell’Esposizione Universale del 1889 e progettata per durare solo 20 anni, non solo è ancora il simbolo di Parigi, ma guarda al futuro raccogliendo la sfida della sostenibilità con una ristrutturazione in chiave ‘green’, che tra il 2012 e il 2013 interesserà il primo piano dell’edificio.

Ristrutturazione in chiave ‘green’ per la Tour Eiffel, al via i lavori nel 2012 – Adnkronos Prometeo Sostenibilità World in Progress